Club del Romagnolo / Piacentino

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Origine del Colombo Piacentino

Il Piacentino (una volta detto grosso di Piacenza o Mondano Piacentino, a seconda degli autori), è una razza italiana risalente all'800 molto diffusa in provincia di Piacenza (Emilia). Localmente viene denominata ancora "Pitone Piacentino" (dal termine dialettale "Pitton" usato per indicare un colombo “reale” di grossa mole).

 

Caratteristiche morfologiche

Peso medio da 750 a 800 grammi. Corpo robusto ma non tozzo, portato il più possibile orizzontale. La sua lunghezza media, dalla punta del becco all'estremità della coda, varia da 34 a 36 cm.
Occhi neri (occhio di veccia) nel mantello bianco, rosso arancio negli altri mantelli. Le palpebre sono di color rosso vivo. Becco rosa carnicino nei soggetti bianchi, corno negli altri, con caruncole lisce e di colore bianco. Testa liscia ed elegante. Tarsi di colore rosso vivo, nudi; unghie dello stesso colore del becco.
Mantelli: bianco, e più recentemente il nero, rosso, giallo.

 



 

Origine del Colombo Romagnolo

Il Romagnolo venne selezionato alla fine del XIX secolo a partire da colombi “reali”, molto probabilmente derivati dall'antico Colombo Ascolano e denominati così da Callisto Ghigi (padre del Prof. Alessandro Ghigi, noto studioso di avicoltura) alla fine del 1800.

 

Caratteristiche morfologiche

E' un colombo di grossa taglia (750-850 grammi circa), piuttosto corto, dal volo pesante, piumaggio liscio e lucente, tronco solido e raccolto, portamento orizzontale o leggermente rialzato.
Testa liscia e di media grandezza. Occhio di media ampiezza, iride arancio; nera nei bianchi, palpebre bianche. Becco gracile e sottile, diritto, caruncole nasali poco sviluppate, lisce e bianche. Collo forte e pieno, petto ampio, prominente, dorso largo, ali forti, coda chiusa portata orizzontalmente, gambe forti con penne sui tarsi abbondanti e lunghe fino a 10-12 cm (un tempo esisteva anche una variante a tarso nudo oggi non più riconosciuta).

Colori: bianco, nero, lilla, rosso o nero con verghe o martellatura. Sono ammessi anche i pezzati e i farfallati.

Il Colombo romagnolo o Mondano romagnolo è molto grosso ed è allevato in Romagna,da cui prende il nome fin dai primi anni del ‘900. Testimonianze di ciò sono le prime descrizioni di questo colombo da parte di grandi letterati come Pascal e Giachetti, precisando che tale razza poteva derivare dal colombo d’Ascoli, animale ancora più grosso e tozzo del Romagnolo, scarsamente prolifico che veniva allevato e scambiato durante fiere tra gli allevatori della Romagna e delle Marche.
Questo permise lo scambio e l’allevamento di animali produttivi che molto probabilmente furono i pionieri della razza Romagnolo che noi oggi conosciamo. Il nome “Romagnolo” deriva dal prof. Ghigi che nel 1898 notò a Bologna alcuni di questi animali e diede loro per la prima volta il nome che noi oggi utilizziamo ordinariamente.

All’epoca esistevano gia alcuni allevamenti di questa razza di colombo, vogliamo qui ricordare i più importanti, come gli allevamenti dei sigg. Mambelli, Tommasi e Pietro Albonetti a Forlì, il sig. Talarini di Forlimpopoli, l’avv. Ferdinando Garagnani ed il sig. Giorgio Giovannone di Bologna, ed infine la marchesa Giuditta Passeri Maseroli di Alfonsine.
Tra tutti gli allevatori citati ricordiamo particolarmente i sigg. Albonetti e Tommasi di Forlì, essi furono i primi espositori in mostre nazionali ed internazionali del Colombo Romagnolo. Confrontando la razza contemporanea con il Romagnolo allevato allora si possono evidenziare alcune caratteristiche differenti: il Romagnolo di 40 anni fa si presentava più tozzo e raccolto, aveva testa e collo molto grossolani, ed era più leggero rispetto agli esemplari di oggi. Oggi esistono in buon numero animali magnifici nei vari mantelli, di forma e peso eccellenti, corrispondenti alle caratteristiche dello Standard della razza.
Il Colombo romagnolo, come tutte le razze pesanti, ha bisogno di particolari accorgimenti per il suo allevamento. Innanzitutto smentisco la teoria che il Colombo romagnolo a causa dei suoi tarsi calzati possa facilmente trascinare le uova fuori dal nido e che sia un animale poco prolifico, infatti le femmine di romagnolo sono animali prolifici che possono produrre uova anche nei mesi invernali.

Preferisce nidificare per terra in un angolo appartato, e per questo deve avere a disposizione poste adatte alla sua mole. Essendo di carattere mite e lento nei riti amorosi non sopporta l’irruenza di altre razze che potrebbero creare problemi di fecondità delle uova, essendo un sufficiente volatore si trova a suo agio in ampi spazi e vive bene all’aperto.
Il Colombo romagnolo non ha una crescita precoce, infatti raggiunge la completa e perfetta struttura solo verso il secondo anno di vita, e per questo è consigliabile farlo prolificare molto presto in quanto con l’allevamento della prole il suo sviluppo è notevole.

Per mantenere un buona salute il ricco piumaggio è consigliabile di tanto in tanto disinfettare l’animale con prodotti antiparassitari, questo soprattutto per animali destinati all’esposizione; in questi animali le penne rotte dei tarsi vanno eliminate 50 giorni prima dell’esposizione ricordandosi che le penne nuove che si verranno a formare sono molto fragili, per ciò è necessario tenere il colombo su un pavimento ricoperto di segatura o meglio ancora truciolato di legno, per avere un appoggio morbido senza il rischio di rompere o rovinare le nuove penne. Il Colombo Romagnolo oggi è presente a quasi tutte le fiere sociali e nazionali, e anno dopo anno si è potuto notare il costante miglioramento con esemplari sempre più apprezzabili.
Il numero di questi esemplari in Romagna non è molto elevato e la sua diffusione è limitata, nonostante ciò è un colombo sempre più ricercato sia da italiani che da colombofili stranieri per la sua imponenza, il suo fiero aspetto e per la particolarità dei suoi tarsi calzati. Speriamo che questa razza non conosca mai il periodo dell’estinzione, fenomeno che interessa purtroppo alcune razze italiane, e che il Romagnolo, razza italianissima, si faccia apprezzare sempre più in tutta Italia e all’estero oltre che in Romagna.


Questo colombo è inserito nella categoria “colombi di forma”, dove viene valutata l’importanza della forma del corpo e la struttura fisica.
Il colombo romagnolo deve essere piuttosto corto e raccolto con petto ampio e prominente, schiena larga e una lunghezza, riferendosi allo standard sempre inferiore ai 40 cm. Senza dubbio tale lunghezza deve essere sempre un punto di riferimento per la selezione degli animali, visto che molti bei soggetti sorpassano tale misura perche si è cercato di appesantire la razza, che mezzo secolo fa pesava mediamente dai 600 ai 700 gr. mentre oggi troviamo soggetti che raggiungono e superano anche il chilogrammo.
Il petto deve essere sempre il più ampio possibile, tondeggiante, profondo e deve sempre sopravanzare di almeno due centimetri l’attaccatura delle ali ed il peso e la pienezza si devono avvicinare a quello del Mondano francese, mantenendo però un piumaggio soffice e molle.
Devono essere gravemente penalizzati animali che si presentano stretti e con petto piatto e nei quali la spalla tende a spingersi oltre il petto, anche se si tratta di animali sani e ben alimentati. Vanno penalizzati anche gli sterni deviati. Il dorso deve presentarsi largo soprattutto all’attaccatura dell’ala mentre deve restringersi leggermente verso il groppone che deve essere corto il più possibile con una forma leggermente convessa o al massimo piatta ma mai concava. Le ali del Colombo romagnolo devono aderire il più possibile al dorso fasciando il corpo del colombo e dando così l’impressione della rotondità di questo ultimo, dovranno essere sempre ampie e robuste e riposare sulla coda sempre più corte di almeno due centimetri rispetto ad essa che deve presentarsi corta ben chiusa e tenuta orizzontale, come del resto tutto il corpo. Infine le gambe non devono essere ne’ troppo corte ne’ troppo lunghe con tarsi e dita che presentano una calzatura abbondante, questa è una caratteristica di questa razza che influisce molto nel giudizio di questo colombo della Romagna.